Acquisto Antiquariato Roma
Stime, perizie e valutazioni gratuite
Acquisto Antiquariato Roma, Stime, Perizie e Valutazioni Gratuite, Pagamenti Immediati

Richiedi Valutazione Gratuita


Mic

Foto Oggetti
Fai la Somma: 4 + 3 = Non Facciamo Spam, Non Facciamo Pubblicità, Non Vendiamo i Tuoi Dati!

Valutazione Acquisto Angelica Kauffmann Arte Antica - Quadri e Dipinti


Stime, perizie e valutazioni su richiesta tramite l'apposito modulo qui di fianco, oppure tramite invio di foto a numero Whatsapp +39.338.6133623.

Se possiedi delle opere di Angelica Kauffmann e sei interessato a venderle oppure vuoi conoscere il loro valore, la stima di mercato e/o il prezzo di vendita, non esitare a contattarci.

Abbiamo sedi in Roma e Todi a Perugia, ma possiamo spostarci su tutto il territorio nazionale ed internazionale.

Assicuriamo trattative riservate, massima affidabilità e serietà in tutte le transazioni di vendita.

Valutazione Arte Antica - Quadri e Dipinti di Angelica Kauffmann


Angelica Kauffmann


Maria Anna Catharina Angelika Kauffmann, nota più semplicemente come Angelica Kauffmann (Coira, 30 ottobre 1741 – Roma, 5 novembre 1807), è stata una pittrice svizzera, specializzata nella ritrattistica e nei soggetti storici.

Biografia
La formazione italiana
Angelika Kauffmann nacque il 30 settembre 1741 a Coira, nel cantone dei Grigioni, in Svizzera; tuttavia, trascorse la propria infanzia in Austria, nella cittadina di Schwarzenberg, la terra dei suoi avi. Il padre, Joseph Johann Kauffmann, pur essendo di umile levatura, era un pittore talentuoso: fu proprio lui, infatti, a trasmetterle l'amore per il disegno. L'influenza genitoriale fu determinante per il carattere di Angelica: dal padre ricevette la formazione artistica, mentre la madre, Cleophea (italializzato in Cleofe) Lutz, sviluppò le sue abilità nelle lingue, nella letteratura, nella musica e nel canto. I rudimenti per la pittura, passione prediletta dalla ragazza, vennero appresi attraverso la copia di gessi e di stampe, delle quali disponeva una vastissima collezione. Nel 1753 eseguì la sua prima opera: si tratta di un Autoritratto, dipinto a Morbegno in Valtellina, dove visse prima di trasferirsi a Como. È proprio qui, tra l'altro, che le venne commissionata la prima opera, un ritratto del vescovo locale A. M. Neuroni (andato perso: ne esistono tre versioni, non si sa quale sia l'originale).
Nel 1754, il padre decise di portare con sé la giovane figlia a Milano, dove dipinse fino alla morte della madre, avvenuta nel 1757. A causa di questa tragica circostanza, Angelica e il padre fecero ritorno a Schwarzenberg, dove ritornarono davanti al cavalletto, al servizio della nobiltà tedesca; sono da datarsi proprio in questo periodo l'Autoritratto in costume tipico del Bregenzerwald, oggi custodito nella Galleria degli Uffizi, e una serie di medaglioni affrescati con teste degli apostoli, eseguita basandosi sulle calcografie di Giovanni Battista Piazzetta.
Il padre, quindi, decise di riproporre un viaggio di formazione artistica in Italia. Fu proprio nel Bel Paese che Angelica ebbe modo di coltivare più intensamente le proprie doti pittoriche, attraverso lo studio delle opere del Correggio, di Guido Reni, dei Carracci, del Domenichino e del Guercino. A Firenze, nel 1762, eseguì la copia di prestigiosi dipinti della Galleria Ducale; per quanto riguarda l'ambito accademico, ottenne il diploma dell'Accademia di belle arti di Firenze e l'investitura a «membro d'onore» all'Accademia Clementina a Bologna. Negli anni 1763-65 visita Roma e Napoli, dove studiò le collezioni del museo nazionale di Capodimonte. Nonostante l'insistenza della regina Maria Carolina d'Asburgo-Lorena a farla diventare pittrice di corte, Angelica restò poco a Napoli, tanto che terminerà il Ritratto della famiglia di Ferdinando IV parecchi anni più tardi a Roma, nel 1782. Proprio in questo periodo, tra l'altro, conobbe illustri personaggi: frequentò molti artisti inglesi fra cui Gavin Hamilton e Benjamin West, ma conobbe anche il tedesco Anton Raphael Mengs e gli italiani Giovanni Battista Casanova, fratello del più famoso Giacomo, Giambattista Piranesi e Pompeo Batoni.
In questa sua parentesi italiana, la giovane Kauffmann raggiunse uno straordinario successo nella ritrattistica; ne scrisse Winckelmann, in una lettera che mandò all'amico Franke nell'agosto 1764:
«La giovinetta di cui parlo è nata a Coira, ma fu condotta per tempo in Italia da suo padre, che è pure pittore; parla assai bene l’italiano e il tedesco … Parla inoltre correntemente il francese e l’inglese … Si può chiamare bella e gareggia nel canto con le nostre migliori virtuose. Il suo nome è Angelica Kauffmann»
Ciononostante, la pittrice mostrò subito un insolito interesse verso la raffigurazione di soggetti storici: a tal scopo, si servì anche delle varie sculture e nudi che disponeva, grazie all'amicizia con il più celebre Batoni. La sua prima pittura storica si data proprio nel 1763, anno in cui realizza il Nudo virile. Il Nudo fu solo il primo di una lunga serie, composta da opere prestigiose come Penelope al telaio e Bacco e Arianna, dove l'artista sintetizza sapientemente il neoclassicismo con il classicismo seicentesco, di cui Reni era il maggiore rappresentante. Altre opere di questo periodo sono La Speranza (donata come pièce de réception all'Accademia di San Luca nel 1765), Veturia e Volumnia e Criseide riunita al padre Crise e Coriolano.

Il soggiorno in Inghilterra
«La virtuosissima Angelica Kaufmann, ornamento del suol di Albione…»
(Domenico Martuscelli)

Angelica e Goethe
Quando Goethe, nel suo Viaggio in Italia, arrivò a Roma nell'ottobre del 1786, rimase sedotto dalla personalità di Angelica; si trattava della «miglior conoscenza» fatta a Roma.
«Guardar quadri con lei è assai piacevole; tanto educato è il suo occhio ed estese le sue cognizioni di tecnica pittorica»
(Goethe)

Tuttavia, mentre il poeta tedesco preferì non impegnarsi, lasciandosi trascinare in amori più frivoli e mondani, la Kauffman rimase estasiata dall'incontro. Si trattò di una forma di amicizia, se non di amore, molto intensa, sublimata, tanto che quando Goethe lasciò Roma la pittrice cadde in depressione.
«Il suo commiato mi ha trafitto l'anima. Il giorno della sua partenza è stato tra i giorni più tristi della mia vita»
(Angelica Kauffmann)

Angelica rimase molto legata al poeta, tanto che (sperando in un suo ritorno nell'Urbe) gli scrisse una lettera, che però non ricevette mai risposta.

Nel soggiorno veneziano Kauffmann strinse amicizia con la moglie dell'ambasciatore inglese John Murray: lady B. Wentworth. Quest'ultima invitò l'artista a seguirla a Londra - cosa che Angelica effettivamente fece nel giugno del 1766, passando per Parigi, dove poté ammirare il Palais du Luxembourg, ornato dalle opere di Rubens. L'artista trovò terreno fertile nella capitale inglese, dove già era conosciuta per un ritratto di David Garrick mandato alla Free Society nel 1764; di conseguenza numerosissimi furono i committenti, a partire da Augusta Sofia di Hannover, John e Georgiana Spencer e Joshua Reynolds. Fu proprio con Reynolds, tra l'altro, che Kauffmann coltivò l'interesse per la pittura di storia; non a caso, fu con Mary Moser l'unica fondatrice di sesso femminile (fra 34 membri) della Royal Academy of Arts.
Nell'intensa vita culturale di Londra, non mancarono di certo le occasioni mondane, in seguito alle quali si iniziarono a tessere numerosi pettegolezzi sulla vita privata della pittrice, ad esempio sulle relazioni che ebbe dapprima con Füssli, quindi con Reynolds stesso. L'episodio più emblematico risale al 1775, quando il pittore irlandese Nathaniel Hone, tra i fondatori della Royal Academy, realizzò un dipinto intitolandolo Il congiurato, dove in un angolo fece una caricatura della pittrice mostrandola discinta: fu poi costretto a rimuovere il particolare dopo le rimostranze della stessa Kauffmann, ma ormai era tardi. Anche le due figure principali dell'anziano e della ragazzina appoggiata sulle sue ginocchia furono viste come un attacco malevolo al legame tra il maturo artista inglese e la più giovane collega.
Dopo l'arrivo del padre, Angelica scelse di sposare il conte svedese Frederick de Horn, che però si rivelò ben presto un impostore, fuggendo con tutti i loro risparmi. Kauffmann fu libera dal vincolo di matrimonio solo il 10 febbraio 1780, quando la Chiesa Anglicana dichiarò il matrimonio invalido.

Il ritorno in Italia e la morte
Il secondo marito non tardò ad arrivare: si trattava di una vecchia conoscenza del padre, il pittore veneziano Antonio Zucchi, di una quindicina d'anni più anziano di Angelica, a cui Angelica concesse la sua mano il 14 luglio 1781. Sempre nello stesso anno, vi furono altri cambiamenti: i coniugi lasciarono Londra alla volta di Venezia (preceduta da una sosta nelle Fiandre), mentre nell'inverno morì il padre Joseph. Il soggiorno lagunare fu breve, considerando che già due mesi dopo la morte di Joseph si stavano recando a Roma («emporio del Bello e tempio del vero gusto» secondo una definizione del contemporaneo Ennio Quirino Visconti), dove avevano una proprietà a via Sistina.
La dimora capitolina, baricentrica rispetto al centro storico, corrispondeva ai desideri di Angelica di avere un tenore altoborghese, e fu proprio qui che fondò il proprio atelier, che divenne presto un'istituzione per i viaggiatori del Grand Tour che passavano per l'Urbe. Fra questi, si annovera Johann Wolfgang von Goethe, con cui Kauffman strinse un solido rapporto di amicizia (se non di amore: si veda la nota integrativa «Angelica e Goethe»), che si tradusse nella realizzazione del suo ritratto, datato 1787 (oggi custodito nel Goethe-Nationalmuseum di Weimar).
Malgrado il flebile mercato artistico di Roma, la Kauffmann continuò a produrre, mantenendosi intelligentemente in contatto con la clientela inglese e avendo importanti mecenati nei cortigiani europei più prestigiosi. Per Onorato Caetani, duca di Sermoneta, dipinse La tristezza di Telemaco e Telemaco e le Ninfe di Calipso, dipinti oggi al Metropolitan Museum of Art di New York. Fu proprio in questo periodo che Angelica produsse le sue opere migliori, che spaziarono dalla ritrattistica alla pittura religiosa, che raggiunse l'apice nell'affrescamento della cappella del santuario di Loreto.
Il marito Antonio morì il 26 dicembre 1795. Nonostante il lutto, che fu superato anche grazie alla vicinanza del cugino (successivo custode delle tele della pittrice); Angelica continuò a dipingere. Degna di nota è l'Incoronazione della Vergine, realizzata per la parrocchia di Schwarzenberg; le sue opere migliori, tra l'altro, vennero addirittura rilegate in un volume da Giuseppe Vallardi, venduto poi al Victoria and Albert Museum di Londra. Per tutto il resto della sua vita rimase a vivere a Roma; anzi, fu una dei pochi artisti stranieri che non fuggirono all'arrivo delle truppe francesi che invasero la capitale dello Stato Pontificio alla fine del 1700.
Angelika Kauffmann morì a 66 anni il 5 novembre 1807, in seguito a un malore (dolore al petto), causato da una malattia che fu costretta a patire per molto tempo, forse dovuta ai veleni della tavolozza che inalò per tutta la sua carriera (i colori erano a base di piombo). Fu sepolta accanto al marito nella basilica romana di Sant'Andrea delle Fratte, pianta sinceramente dai suoi contemporanei: Antonio Canova, i Direttori dell'Accademia di Francia e di San Luca. Nell'epitaffio volle espressamente scritto che lei stessa, benché avesse avuto diritto alla sepoltura al Pantheon, aveva imposto di essere sepolta lì, per poter «abitare anche dopo la morte» accanto all'uomo con cui aveva goduto di tanto accordo. Un suo busto fu comunque collocato nel Pantheon l'anno successivo.

Retaggio
Le opere di Angelica Kauffmann hanno conservato la reputazione che ebbero quando l'artista era ancora in vita. I suoi dipinti sono tuttora visibili in numerosissimi musei di prestigio, come Hampton Court e la National Portrait Gallery a Londra, negli Uffizi fiorentini, a Capodimonte a Napoli, nell'Ermitage di San Pietroburgo e nell'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, ma anche a Parigi, Dresda, Tallinn e Graz.
Kauffman era molto nota anche per le numerose incisioni, privilegiate dai collezionisti. Tra l'altro, l'artista inglese Charles Willson Peale (1741–1827), che era solito dare il nome di artisti famosi ai propri figli, battezzò una delle sue figlie in onore alla pittrice di Coira, chiamandola Angelica Kauffman Peale.
Nel corso della sua vita dipinse diversi autoritratti; agli Uffizi se ne conservano due. Uno realizzato in gioventù e uno più ufficiale donato nel 1888.

Abraham Bloemaert Abraham Brugel Adam Elsheimer Agnolo Gaddi Andrea Appiani Andrea Belvedere Angelo Caroselli Annibale Carracci Antiveduto Gramatica Antonio Balestra Antonio Campi Antonio Carneo Antonio Cifrondi Artemisia Gentileschi Bartolomeo Bimbi Bartolomeo Bulgarini Bartolomeo Cavaceppi Bartolomeo Cavarozzi Bernardino Campi Bernardo Bellotto Bernardo Castello Bernardo Cavallino Bernardo Daddi Canaletto Carlo Barabino Carlo Cignani Carlo Crivelli Cecco di Pietro Cennino Cennini Cesare Dandini Cola dell'Amatrice Corrado Giaquinto Daniele Crespi Daniele Crespi Daniele Da Volterra David Ghirlandaio Defendente Ferrari Denijs Calvaert detto Dionisio Fiammingo Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio Domenico di Jacopo di Pace Domenico Fetti Domenico Maria Canuti Domenico Riccio detto Brusasorci Domenico Zampieri Domínikos Theotokópoulos Donato Creti Elisabetta Sirani Eugène Delacroix Evaristo Baschenis Fede Galizia Felice Boselli Filippo Abbiati Francesco Barocci Francesco Boneri detto Cecco del Caravaggio Francesco Botticini Francesco del Cossa Francesco Fracanzano Francesco Lazzaro Guardi Francesco Montelatici detto Cecco Bravo Francesco Salvatore Fontebasso Francisco de Zurbaran Gaetano Gandolfi Gaspard Dughet Gaspare Diziani Gaudenzio Ferrari Gentile Bellini Giacinto Gimignani Giacomo Antonio Melchiorre Ceruti detto il Pitocchetto Giacomo Cavedone Giambettino Cignaroli Gioacchino Assereto Giorgio Barbarella o Giorgio da Castelfranco Giorgio Giulio Clovio Giovan Battista Crespi detto il Cerano Giovan Battista Gaulli detto Baciccio Giovan Francesco Caroto Giovanna Garzoni Giovanni Bellini Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto Giovanni Caroto Giovanni Francesco di Niccolò Luteri Giulio Campi Giulio Carpioni Giuseppe Appiani Giuseppe Arcimboldo Giuseppe Bazzani Giuseppe Bonito Giuseppe Bossi Giuseppe Cades Giuseppe Maria Crespi Guido Cagnacci Guido Reni Il Bronzino Jacopo Bassano Jacopo Bellini Jacques Callot Jan Asselijn Jan Both Jan Brughel il Vecchio Jean-Louis André Théodore Géricault Lavinia Fontana Leonardo Coccorante Lodovico Cardi detto il Cigoli Lorenzo Costa il Vecchio Luca Carlevarijs Luca Giordano Lucas Cranach il Giovane Lucas Cranach il Vecchio Ludovico Carracci Luigi Crespi Marco Benefial Michelangelo Cerquozzi Michelangelo Merisi da Caravaggio Orazio Fidani Orazio Gentileschi Ottavio Leoni Paul Bril Pier Dandini Pier Francesco Cittadini Pier Leone Ghezzi Piero della Francesca Pieter Brugel il Giovane Pietro Duranti Pompeo Batoni Prospero Fontana Remigio Cantagallina Ridolfo del Ghirlandaio Rosalba Carriera Sandro Botticelli Sebastiano Ceccarini Sebastiano Conca Simon Vouet Simone Cantarini detto Pesarese Sofonisba Anguissola Taddeo Crivelli Taddeo Gaddi Ubaldo Gandolfi Valerio Castello Vincenzo Campi Vincenzo Camuccini Vincenzo Dandini Vittore Carpaccio Vittore Crivelli Viviano Codazzi

Contatti


Per Stime, Perizie, Valutazioni ed Informazioni, non esitate a contattare:

Antiquario Dott. Diego Costantini
Indirizzo Roma - Perugia - Italia

Telefono Tel: +39.338.6133623
eMail eMail: info@acquistoantiquariato.it




Sì, valutiamo anche oggetti danneggiati o restaurati. Il valore sarà calcolato tenendo conto delle condizioni dell’oggetto.

Sì, siamo interessati anche a oggetti di design vintage e modernariato, purché abbiano un valore collezionistico o storico.

Sì, siamo interessati a dipinti, sculture e altre opere d’arte, soprattutto se firmate o di rilevanza storica. Contattaci per una valutazione.

Sì, acquistiamo oggetti in tutta Italia. Contattaci e organizzeremo una valutazione a distanza o un appuntamento nella tua città.

Un oggetto d'antiquariato deve avere almeno 100 anni e possedere un valore storico, artistico o culturale. Contattaci per una valutazione professionale e gratuita.

Inviaci delle foto e una breve descrizione del mobile. I nostri esperti lo valuteranno e ti faranno sapere il suo valore di mercato.

Chat WhatsApp ^